Piazza Fontana - Comune di Laveno Mombello

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PIAZZA FONTANA

 

È il cuore del nucleo più antico di Laveno e conserva, pressoché intatto, l'aspetto settecentesco di viuzze e corti. Testimonia la crescita del borgo sotto la protezione della nobile famiglia Tinelli. Qui Garibaldi tenne un discorso nel 1862 dal balcone della Villa Frua. Nelle vie d'intorno si possono scoprire scorci di un fascino antico.

 

 

It is the heart of the oldest core of Laveno and preserves, almost intact, the 18th-century appearance of its alleys and courtyards. It testifies the growth of the village under the protection of the noble Tinelli family. Garibaldi made ??a speech here in 1862 from the balcony of Villa Frua. In the surrounding streets you can discover glimpses of old-world charm.

 

 

C'est le c?ur de la partie la plus ancienne de Laveno qui préserve, presque de manière intacte, l'aspect des ruelles et des cours du dix-huitième siècle. C'est un témoignage de la croissance du village sous la protection de la famille noble Tinelli. C'est ici que Garibaldi a prononcé un discours en 1862 depuis le balcon de la Villa Frua. Dans les rues aux alentours on peut découvrir des vues pleine de charme et d'histoire.

 

 

Es handelt sich um das antike Zentrum von Laveno und beinhaltet noch immer exakt das Aussehen des 18. Jahrhunderts, mit seinen kleinen Straßen und Höfen. Dieser Ort wuchs vor allem unter dem Schutz der Adelsfamilie Tinelli. Hier, vom Balkon der Villa Frua, hielt im Jahr 1862 Garibaldi eine Ansprache. In den Straßen der Altstadt können Zeitabschnitte der faszinierenden Antike entdeckt werden.

 

 

DI PIU'

Sorge al centro di quella che un tempo era chiamata Contrada Villa. Prima della costruzione della Villa De Angeli Frua, alla metà del ?700, da qui si godeva di un ampio panorama sul lago. In quell'epoca il nucleo abitato che si raccoglieva attorno a questa piccola piazzetta era separato, da prati e campi, dall'insediamento abitativo sorto in riva al lago.

 

La piazza prende il nome dalla fontana in granito di Baveno (secondo l'antica denominazione degli scalpellini lombardi: miarolo rosso) che la caratterizza e che risale al 1824. Il funtanun, come lo chiamano i lavenesi aveva, ai suoi lati, delle vasche di scolo destinate all'abbeveraggio degli animali, sostituite, nel 1963, dalle attuali panche.

Nel 1826 Giovanni Battista Carta riporta, nel suo Manuale di Geografia Moderna, l'uso degli scalpellini lombardi di distinguere il granito in tre categorie: il ghiandone, proveniente dai massi erratici e caratterizzato dalla grana grossa dei feldspati; il sarizzo, ricavato anch'esso dai massi erratici ma a grana piccola; il miarolo estratto invece dalle cave. A sua volta il miarolo si distingueva in bianco e rosso. Nella zona il miarolo rosso proveniva da Baveno, quello bianco da Montorfano.

 

 

 

 

 



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